Estate Romana
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Pausa di riflessione.
L'estate romana è un patrimonio della città (e non lo è diventata per caso), allora proviamo a chiedere alla città cosa ne vuole fare; dopo trent'anni e più magari qualcosa è cambiato. E se da gennaio, quartiere per quartiere, qualche incontro con chi amministra e con chi organizza, e chi ci abita chiede e propone? Una buona via di mezza tra l'autogestione e i palinsesti si troverà?
Commenti
invece di aspettare una "riforma" culturale e politica verso la partecipazione democratica sarebbe il caso di trovare delle occasioni per offrire intanto opportunità di sperimentare e poi vedere quanta voglia c'è di parlare e decidere insieme. chissà che sorprese! la strada tutta privata degli sponsor mi sembra invece un pò pericolosa
postato 28 Agosto 2008 05:19 pm danoodles
il modello e la struttura organizzativa potrebbe anche prescindere da una partecipazione diffusa ( che resta comunque la scelta migliore), ma il centro della questione è, secondo me, la possibilità di un ingresso reale degli sponsor, non solo come finanziatori ma anche a livello organizzativo con strutture e staff esperti nella promozione della cultura.
postato 21 Agosto 2008 11:40 am dagintonic
Sicuramente la partecipazione delle persone a quello che avviene in città, nel quartiere dove abita ma anche dove lavora è l'obiettivo principale da perseguire in una democrazia avanzata. A questo punto mi chiedo dove stiamo andando e se possiamo definirci una democrazia avanzata...
postato 16 Agosto 2008 10:25 am dasbendi





